
20 Novembre – Giornata Mondiale del Bambino e dei diritti dell’infanzia (“World Children’s Day”).
Offriamo un rifugio emergenziale sicuro e accogliente nell’immediatezza alle bambine vittime di violenza, e l’accesso tempestivo ai servizi socio-sanitari territoriali per l’attivazione dei percorsi di protezione e aiuto.
Il problema della violenza sui minori
Per ogni bambina la casa dovrebbe essere un nido sicuro dove sentirsi protetta mentre per tante si trasforma in un incubo permanente. Moltissime bambine e adolescenti sono vittime di violenze che possono anche non lascianre su di loro segni fisici evidenti, ma che possono avere gravissime conseguenze.
Ritardi nello sviluppo fisico e cognitivo, perdita di autostima, ansia, sensi di colpa e depressione, incapacità di socializzare con i propri coetanei,sono solo alcuni dei disagi che le bambine testimoni e vittime di violenza domestica rischiano di manifestare. A questo fenomeno non si dà il giusto peso e le conseguenze sono devastanti sulle minori che assistono e/o subiscono in maniera diretta o indiretta alla violenza domestica compiuta da un membro della famiglia, nella maggior parte dei casi di uomini sulle donne. La cosa peggiore è che questo fenomeno viene sottovalutato in particolare dalle istituzioni che faticano a mettere in atto un sistema di protezione efficace per le donne e bambine vittime di violenza.
Per questo si rende necessario dare vita ad una strategia di contrasto della violenza basandosi su tre pilastri fondamentali (fonte: Save the Children):
Prevenzione
Attraverso percorsi educativi, rivolti a bambini ed adolescenti, che seguano le Linee Guida “Educare al rispetto”: per la parità dei sessi, la prevenzione della violenza di genere e tutte le forme di discriminazione.
Attraverso laboratori esperienziali, educativi e formativi il cui obiettivo è quello di mettere in discussione i modelli di relazione convenzionali, gli stereotipi di genere e i meccanismi di minimizzazione della violenza.
Emersione
All’interno della scuola è fondamentale istituire un referente che sia formato sulle azioni di prevenzione, riconoscimento e contrasto alla violenza assistita o subita da bambini o adolescenti. Il referente sarà in grado di riconoscere i segnali nei bambini e adolescenti che hanno subito violenza e agire per trovare una soluzione attraverso la collaborazione con gli organi di polizia, i servizi sociali e le associazioni del territorio di riferimento.
Protezione
Fondamentale è la tempestività dell’intervento. Per questo è necessario che le istituzioni competenti mettano in campo fin dalle prima fasi in cui la violenza emerge, e senza attendere la conclusione degli iter giudiziari, delle misure di protezione che consentano l’immediata presa in carico del
minore.
Come capire se una bambina è vittima di violenza?
I segnali di violenza psicologica sui bambini:
- Atteggiamento timoroso da “vittima” o atteggiamento aggressivo
- Personalità rigida e scarsa capacità di adattamento
- Continua svalutazione delle proprie azioni e pensieri
- Scarsa socievolezza
- Iperattività
- Adultizzazione precoce
- Ansia nelle separazioni
Come si comporta una bambina abusata?
Una possibile reazione è rappresentata da cambiamenti nei comportamenti, disturbi del sonno, cambiamenti dell’umore, improvviso peggioramento nell’andamento scolastico, paure ingiustificate, aggressività, enuresi, comportamenti sessualizzati.
Abuso fisico
Alcune volte può apparire labile il confine tra punizione, abuso di mezzi di correzione e vero maltrattamento fisico, poiché il concetto di punizione è molto variabile in diverse epoche e culture. Il maltrattamento propriamente detto rappresenta l’abuso più facilmente riconoscibile in ragione dei segni fisici spesso tipici e caratteristici della lesione volontaria e/o violenta.
Il bambino può essere colpito con mezzi lesivi naturali come le mani (schiaffi, pugni), i piedi (calci), le unghie (graffi) e i denti (morsi); oppure con altri mezzi lesivi, ivi compresi liquidi bollenti o strumenti incandescenti. Le lesioni che si riscontrano sono variabili, potendosi riscontrare ecchimosi, escoriazioni, ferite, ustioni di vario grado, fratture o lesioni di organi.
Una forma particolarmente grave di maltrattamento è quella cosiddetta del bambino scosso che può arrivare a provocare il decesso del minore; si verifica quando un neonato o un lattante viene violentemente scosso, spesso per farlo smettere di piangere, con conseguenti gravi lesioni cerebrali dovute alle violente oscillazioni del capo sul collo.
Depongono per un sospetto maltrattamento fisico:
- Le lesioni non compatibili con le capacità motorie del bambino o il tipo di trauma riferito (incongruenze anamnestiche)
- Ritardo nell’attivazione di intervento medico
- Lesioni multiple polimorfe e risalenti a tempi diversi
- Lesioni in punti inusuali (dorso, torace, padiglioni auricolari, genitali, cuoio capelluto…)
Abuso sessuale
L’abuso sessuale si verifica quando un minore è coinvolto in pratiche sessuali manifeste o mascherate, anche in assenza di contatto fisico (eccessive attenzioni, esibizione di materiale pornografico…). Il minore, in ragione dell’età, non è in grado di compiere atti sessuali in modo consapevole e partecipato attraverso un consenso valido.
Non è raro che alla visita medica non siano visibili i segni fisici dell’abuso sessuale, che (soprattutto nei bambini prepuberi) si concretizza in toccamenti e non prevede penetrazioni genitali.
Una possibile reazione è rappresentata da cambiamenti nei comportamenti, disturbi del sonno,
cambiamenti d’umore, improvviso peggioramento nell’andamento scolastico, paure ingiustificate, aggressività, enuresi, comportamenti sessualizzati.
Naturalmente si tratta di segni aspecifici spesso generati dall’incapacità del minore di comprendere il significato dell’atto sessuale, di superare il pudore e la vergogna, che non possono ritenersi significativi se presi in considerazione singolarmente ma debbono essere valutati anche alla luce dell’ambiente familiare, psicologico e sociale in cui il bambino vive.
Patologia delle cure
Vengono raggruppate sotto questa definizione tutte le situazioni in cui i minori sono vittime di cure fisiche o nutrizionali carenti o non adeguate. Si identificano diversi tipi di patologia delle cure:
Incuria
Quando le cure sono carenti (es. per l’igiene, il nutrimento la sorveglianza, la cura degli stati patologici).
Discuria
Quando le cure sono non adeguate rispetto ai bisogni del minore in considerazione dell’età e della
condizione fisica.
Ipercura
Quando le cure sono eccessive o non sono necessarie (es. eccessivo ricorso alle cure mediche, supporti farmacologici, consulti specialistici, approfondimenti diagnostici).
Abuso psicologico
È un modello di comportamento che ha effetti negativi sullo sviluppo emotivo di un bambino e sul senso di autostima: ignorarlo, sminuirlo, terrorizzarlo, criticarlo continuamente, non manifestare amore verso di lu.
Una particolare forma di abuso psicologico è ‘abuso assistito ossia qualsiasi forma di violenza intrafamiliare (sessuale, psicologica, verbale, economica…), verso figure di riferimento o membri della famiglia a cui il bambino è costretto ad assistere.
I casi più gravi di abusi sui minori possono portare a danni permanenti o al decesso. I bambini vittime di abusi hanno maggiori probabilità di avere problemi nella costruzione e nel mantenimento di relazioni per tutta la vita; più frequentemente hanno bassa autostima, stati di depressione, pensieri di suicidio e altri problemi di salute mentale.
In tutte le forme conclamate di abuso fisico o sessuale il bambino che fosse condotto in Pronto Soccorso, dovrà essere accolto per la valutazione specialistica da una equipe multidisciplinare composta da personale formato e qualificato.
Tutte le attività diagnostiche dovranno obbedire a principi di:
- Massima accoglienza
- Minima invasività
- Rigorosa verifica di eventuali diagnosi differenziali
In tutti i casi di sospetto abuso deve essere valutata l’ipotesi di tempestiva segnalazione agli organi giudiziari.
Cosa puoi fare se sei testimone indiretto di violenza assistita (se quindi noti i segnali rilevatori sulla bambina)
A seconda del caso e della relazione che intercorre tra te e la minore in questione (figlia di amici, conoscenti, compagna di classe di uno dei tuoi figli, etc..), cerca di approfondire con alcune figure di riferimento della minore (insegnante, baby sitter, parenti, amici adulti) la sua situazione familliare.
Gli insegnanti, il personale sanitario in servizio nei presidi pubblici e gli operatori dei servizi pubblici, in quanto incaricati di pubblico servizio, hanno l’obbligo di segnalare il caso di violenza o maltrattamento in famiglia alle autorità competenti che attraverso le indagini verificheranno la sussistenza o meno di un reato.
(Fonte savethechildren.it)
Puoi anche scegliere di contattare il nostro centro anti-violenza al numero +39-350-9267654 o un altro centro anti-violenza, in tal caso hai bisogno di sapere cosa può offrire un centro anti-violenza alle donne e minori vittime di abusi.
I Centri antiviolenza e le Case delle donne offrono colloqui telefonici e servizi di accompagnamento e supporto all’uscita dalla situazione di violenza.
I Centri gestiscono l’ospitalità alle donne e ai loro figli in case-rifugio, in alcuni territori ci sono anche rifugi emergenziali che operano per tutelare le donne e i minori nell’immediatezza di un evento violento.
Con i termini violenza, maltrattamento e abuso si definisce qualsiasi azione od omissione da parte di un genitore, familiare o persona che ha in cura il minore, da cui conseguano la morte, gravi danni fisici o psichici, e atti o sfruttamento sessuali. Trattandosi di un fenomeno che non di rado si verifica in contesti familiari o comunque di tipo astrattamente “protettivo” per i minori (es. ambiente scolastico, ambiti di attività ludico-sportive) la condizione di abuso rimane un fenomeno nascosto, le cui reali dimensioni non sono del tutto conosciute.
Le dinamiche che possono verificarsi in contesti intrafamiliari nei casi di abuso sono particolarmente complesse: non è raro che i bambini, soprattutto se molto piccoli, si leghino agli abusatori stabilendo una sorta di dipendenza o per timore di ritorsioni.
Qualora l’abuso sia extrafamiliare (parenti, amici di famiglia, insegnanti, allenatori…), i genitori devono saper riconoscere quei segnali d’allarme nel comportamento del loro bambino o quei segni fisici, tali da indurli a parlarne con il proprio pediatra di famiglia.
La ripetitività degli eventi ed eventuali lesioni che ne possono conseguire devono essere sempre e comunque considerate forme di abuso. Diverse sono le situazioni familiari che possono favorire l’abuso e i maltrattamenti: degrado morale ed economico, degrado culturale, genitori depressi o aggressivi, che spesso a loro volta hanno subito maltrattatamenti, tossicodipendenti e alcolisti. Alcuni bambini poi, più di altri, possono essere soggetti a maltrattamenti: disabili, neonati con pianto inarrestabile, bambini iperattivi, e bambini affetti da malattie croniche e ricorrenti.
