Peonia – Centro antiviolenza donne AVID

Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!William Shakespeare

Peonia - Centro antiviolenza donne AVID

Offriamo un rifugio emergenziale sicuro e accogliente nell’immediatezza alle donne e ai minori vittime di violenza, e l’accesso tempestivo ai servizi socio-sanitari territoriali per l’attivazione dei percorsi di protezione e aiuto.

Sei una donna vittima di violenza? Rivolgiti a noi con fiducia, siamo sempre reperibili anche durante gli orari di chiusura dei nostri sportelli chiamando il numero +39-350-9267654.

Il problema della violenza sulle donne

L’artista messicana Elina Chauvet nel 2009 creò un’ installazione per denunciare gli abusi sulle donne e il femminicidio: Zapatitos Rojos (Scarpe Rosse). Oggi quest’opera d’arte è il simbolo mondiale della violenza sulle donne e di genere ed è stata replicata nelle grandi città per sensibilizzare l’opinione pubblica e mantenere viva l’attenzione sul problema.

Zapatitos Rojos

La Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne fu approvata dall’ONU nel 1993 e all’art.1 descrive così la violenza contro le donne:

Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata.

l’ONU ha anche istituito “La giornata internazionale contro la violenza sulle donne” in ricordo delle tre sorelle Mirabal, deportate, violentate e uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana.

Ogni 25 Novembre si celebra la giornata nazionale contro la violenza sulle donne anche se la sensibilizzazione sul tema non basta a fermare questa piaga e non è possibile quantificare i maltrattamenti non solo fisici ma anche verbali e psicologici che continuano ad avvenire nel mondo ai danni delle donne e dei minori.

E’ necessario cambiare il modo in cui affrontiamo la quotidianità per poter vedere un reale cambiamento in meglio. Per questo TCS Onlus fornisce il servizio Peonia di accoglienza emergenziale e lo affianca ad altri servizi volti a favorire l’empowerment e l’emancipazione della donna sul piano sociale, familiare e lavorativo.

In una nota informativa del 2014 l’OMS elenca i fattori di rischio relativi alla “intimate partner violence” (IPV) e alla violenza sessuale che si possono riscontrare nel singolo individuo come nel contesto familiare, di comunità e nella società in genere; questi fattori di rischio possono essere associati al perpetrare violenza o al subirla, o ad entrambi.

  • Bassa istruzione e scarsa educazione
  • Esposizione ad abusi e maltrattamenti sui minori (vederla perpetrata o viverla su di sé)
  • Assistere a violenze in famiglia
  • Alcolismo
  • Accettazione passiva dell’uso della violenza
  • Convinzione di una disuguaglianza di genere a livello globale

Tra le tante ipotesi è stato anche ipotizzato che tra le cause della violenza contro le donne ci siano sentimenti di inadeguatezza degli uomini rispetto al modello culturale di mascolinità dominante.

Ecco alcuni dati nell’ambito del World report on violence and health.

Prendendo in esame solo i casi di violenza da parte del uomo sulla compagna o sulla ex-compagna, l’OMS ha riassunto le possibili conseguenze sulla salute delle donne.

Conseguenze

Fisiche

  • Lesioni addominali
  • Lividi e frustate
  • Sindromi da dolore cronico
  • Disabilità
  • Fibro-mialgie
  • Fratture
  • Disturbi gastrointestinali
  • Sindrome dell’intestino irritabile
  • Lacerazioni e abrasioni
  • Danni oculari
  • Funzione fisica ridotta

Sessuali e Riproduttive

  • Disturbi ginecologici
  • Sterilità
  • Malattia infiammatoria pelvica
  • Complicazioni della gravidanza/aborto spontaneo
  • Disfunzioni sessuali
  • Malattie a trasmissione sessuale, compe HIV/AIDS
  • Aborto in condizioni di rischio
  • Gravidanze indesiderate

Psicologiche e Comportamentali

  • Abuso di alcool e droghe
  • Depressione e ansia
  • Disturbi dell’alimentazione e del sonno
  • Senso di vergogna e di colpa
  • Fobie e attacchi di panico
  • Inattività fisica
  • Scarsa autostima
  • Disturbo da stress post-traumatico
  • Disturbi psicosomatici
  • Fumo
  • Comportamento suicida e autolesionista
  • Comportamenti sessuali a rischio

Mortali

  • Mortalità legata all’AIDS
  • Mortalità materna
  • Omicidio
  • Suicidio

Per far si che la violenza sulle donne scompaia il cambiamento deve partire da noi, non dobbiamo accettare la violenza sulle donne, e come donne non dobbiamo giustificare la violenza come manifestazione di amore.

L’autostima è una conquista quotidiana, un percorso personale verso la consapevolezza da allenare e costruire. Per questo al servizio Peonia affianchiamo altri servizi per l’empowerment e l’indipendenza della donna in ambito familiare, sociale e lavorativo.

Come difendersi dalla violenza – Alcuni consigli

  • Non sottovalutare mai la situazioe o il rischio che stai correndo;
  • Non giustificare comportamenti violenti come manifestazioni di amore;
  • Allontanati dal contesto potenzialmente violento;
  • Ricorda di essere prudente;
  • Condividi la tua storia con le persone di cui ti fidi;
  • Raccogli e conserva le prove di minacce o stalking (lettere, biglietti, SMS, MMS, video e foto minacciose, messaggi su app di messaggistica, e-mail, orari dei pedinamenti, etc);
  • Chiedi aiuto a chi ti circonda e alle Forze dell’Ordine.
  • Rivolgiti ad un Centro Antiviolenza. Potrai ricevere un sostegno psicologico e/o una consulenza legale GRATUITA.

Cosa fare nell’immediato:

Chiama immediatamente il numero di emergenza 112 se stai subendo un’aggressione fisica o minaccie di aggressione fisica, se sei vittima di violenza psicologica, se stai scappando con i tuoi figli da una persona violenta (in questo caso chiamando il numero di emergenza evitarai la denuncia per sottrazione di minori) e se il maltrattante possiede armi.